Dolomiti di Sesto - Sextener Dolomiten

Lastron dei Scarperi - Schusterplatte 2957
agosto 2002

Nella guida [blSes] è descritto un escursione alla cima Lastron dei Scarperi- Schusterplatte 2957 col itinerario nella salita: Rifugio Auronzo, Rifugio Locatelli 2405, Selletta Bassa 2465, Cadin di San Candido e via normale sulla cima. E nella discesa: il Cadin della Caccia , Passagio della Caccia 2600, Lavina dei Scarperi e Rifugio Tre Scarperi 1626.

Sia meglio evitare la stradina Rifugio Auronzo - Rifugio Locatelli tra 9 ore alla mattina e 5 ore al pomeriggio. Fiumana di pellegrini di Tre Cime, incredibile affollamento, frustrando e neurotico come una frequentatissima strada cittadina. Non è raro incontrare qualche automezzo che appoggia le rifugi. Anche, attorno Rifugio Auronzo la natura è forte degradata. Enormi parcheggi asfaltati, profondomente incassati come ferite aperte nel corpo della montagna. Forse una seggiovia farebbe almeno così molto denari come la strada, ma sarebbe meno distruttiva. Il resto della stradina sterrata, bordata con qualche pietra miliare, davanti Rifugio ci ricorda con nostalgia a un altro tempo passato.

Qui proponiamo un alternativo approccio al Cadin di San Candido (confluenza con la via normale al Lastron dei Scarperi - Schusterplatte) dal Rifugio Tre Scarperi via Innichbacher Graben - Vallone del Rio di San Candido.

Questa scappatoia è più naturale e più insolita ma anche con più notevole dislivello in salita (circa 700 metri più). C'è un sentiero che passa sul fondo del Innichbacher Graben. Dov'è il suo innesto nel sentiero 105 (Rifugio Tre Scarperi - Rifugio Locatelli) dovete trovate voi stessi. Il inizio e il sentiero sono individuabili dal alto di Schusterplatte. Per questa volta ciò non ci aiuta molto, ma per una altra volta ... Se arrivate a un bello verde pianoro a circa 2000 metri dopo quello il sentiero 105 decisamente ovvia al lato destro (in direzione di salita) della vale  tagliando ghiaie sotto pareti del Monte della Mattina - Morgenkopf, avete sbagliato la deviazione.

Ma non dovete ritornare. Sul lato sinistro al interno del pianoro, a sinistra sale un verde valloncello che termine dopo un centinaio di metri sulla spalla erbosa. La spalla è il bordo destro di Innichbacher Graben (nella direzione di salita). Sulla spala è una costruzione ben visibile dal pianoro, qualcosa come grande patibolo. O più ottimistico come un enorme attaccatappeti per appendere tappeti giganti finchè vengono battuti.

Dunque risaliamo il valoncello (più ripido che sembra dal basso), incontrando al inizio acqua, giusto fino alla spala. La costruzione diviene adesso dalla vicinanza il resto di teleferica, anche con un isolatore-portatore (di porcellana per una linea telefonica?).

Siamo in vista con Innichbacher Graben che è sotto noi. Non sembra facile discendere direttamente nel vallone. Seguiamo la spala in salita e poi traversiamo a sinistra. Si scopre la facile possibilità di discesa nel Vallone. Si traversa gli sfasciumi per trace debole nella leggera discesa (qualche metro di 1 grado).

Innichbacher Graben - Vallone del Rio di San Candido
La vista verso Cime Bulla - Bullkopf (Sud e Nord), Forcella del Lago - Lückelescharte (il cielo sopra è chiaro blu) e Cima Piatta Alta - Hochebenkofel
 
Punta Lavina Bianca - Weisslahnspitze
È ben visibile il canale di detriti che sale alla forcella a sinistra della cuspide della Punta Lavina Bianca. Possiamo salirlo con fatica ma senza più grande difficoltà (solo qualche posto di 1 grado). La salita giusto alla cuspide è un po' più difficile. Pochi metri di 2 grado ma la roccia è friabile e non è facile trovare appiglio (particolare nella discesa) che non resta nei nostri mani.

A sinistra nel primo plano sia il sperone che divide doppia Forcella della Lastron dei Scarperi - Schusterplatte Scharte. Se il tempo non è minacciante si valerebbe salirlo.

Traversando Punta Lavina Bianca al Cadin della Caccia. Vista a ritroso verso verso Tre Cime di Laveredo

Rocca dei Baranci - Haunold dalla discesa al Cadin della Caccia. In basso si vede la Torre e il Passagio della Caccia

Lavina dei Scarperi - Schusterlahn

Il primo terzo (il più alto) della Lavina dei Scarperi è divertente. È possibile sempre trovare una fiumina di sassolini mobili per velocità e sicura discesa.
Nel terzo intermedio il terreno è un po' più duro. Si cammina meno veloce. Si può facilmente cadere sui sassolini sopra suolo duro.
Il ultimo terzo (il più basso, dallo sbocco inferiore alla vale) è durissimo. Se avete qualche vecchia offesa di legamenti di gambe, adesso è una vera occorrenza a svegliarla.
Nella guida [lvDSe] sulla pagina 37 è foto delle Tre Scarperi e Punta Lavina Bianca. È visibile tuta discesa dalla selletta di Punta Lavina Bianca (nella cresta al destra) alla insellatura del Passaggio della Caccia e Lavina dei Scarperi. Si puo anche notare un sentierino che sale dalla vale a destra della lavina al suo sbocco inferiore. Probabilmente sia meglio trovare questo sentiero per la discesa, di discendere usando bordo sinistro (nella direzione della discesa) della lavina.
settembre 2002
Si consiglia: Passagio e Cengia della Caccia di Vittorio Detassis

Veniamo a sapere che tranne il Passagio e Cadin della Caccia esiste anche la Cengia della Caccia. Collega in leggera salita il Cadin della Caccia col Cadin di San Candido tagliando lato Ovest della Punta Lavina Bianca e del Lastron dei Scarperi.

Il autore ha salito Lavina dei Scarperi, forse meglio per le ginocchi della discesa.
Parla anche della variante della discesa per "la gola dell'Innichbacher Riedl ma con qualche passo in arrampicata (secondo grado)". Invece [lvDSe] parla di "una traccia militare, quasi mai seguita ma facile".
Nella nostra esperienza il accesso per Vallone del Rio Innichbacher Graben è facile ma col avvertimento che siamo entrati lateralmente nel Vallone (scendendo da destra alla sua pianura) e così non conosciamo il suo primo parte, il più basso.
Dalla lontananza la strozzatura del Vallone e il suo salto sul Cadin di San Candido sembra inquietante difficile e non ci permette una passeggiata rilassante sul fondo di Vallone. Ma il salto è soltanto un ripido ghiaione che saliamo con fatica ma senza difficoltà.
Una volta essendo arrivati nel Cadin di San Candido possiamo fare nostro escursione più ricco:

- salendo Crodon di San Candido (di abc Dolomiti)
- o ritornando al Cadin della Caccia per la nostra gitta originaria, scavalcando Lastron dei Scarperi colla salita eventuale sulla Punta Lavina Bianca (sognando di un pernottamento ipotetico nel Cadin della Caccia).

Vedi anche La «Cengia della Caccia» di Lorenzo Bettiolo, il articolo nella Quota 864 Quaderni di vita di montagna di CAI Auronzo, numero 3 estate 2001

Bibliografia: blSes, lvDSe


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