Bosconero
Sasso di Toanella 2430, Viaz de
l'Ors
luglio 2003
Anche per un escursionista con molte cime nel suo ricordo, la via normale al Sasso di Toanella è una grande avventura, una esperienza nuova. Siamo sempre nel spazio del grande isolamento e della integrità. Le difficoltà sono di primo grado selvaggio con due o tre dettagli corti di secondo. Nella prima parte la via normale si svolge per un canalone ripido, seguendolo alla sua fine. Poi devia a destra per le belle cenge, nella posizione aperta ed in parte esposta. Tuttavia se non ci sentiamo pronti per il Sasso di Toanella, come consolazione ci resta il Sasso di Bosconero con la sua via normale facile.
Il culmine si consiste delle due vette gemelle, vicine, che paiono di uguale altezza. Gli ometti ci guidano alla vetta settentrionale, a quella immediamente sopra la Forcella della Toanella. Forse vi disturberete un po' un dubbio che quell'altra è eppure più alta.
La salita
Dal Rifugio Bosconero 1457 m in una ora e mezzo alla Forcella de la Toanella 2150 m. Nel Val di Toanèla il sentiero è in parte distrutto fino al suolo duro. Non tutto banale nella discesa. La forcella è bella. Dopo ripida salita nel canalone, stretto delle parete enorme, nell'ambiente severo ed inquietante, arriviamo alla tranquilla forcella verde, aperta a Est e piena di caldo sole meridionale.
Una meta a sè, particolare se visiteremo il vicino Nóno della Spalla 2121 m. "Estremamente" giusto per il filo della cresta, o passeggiamo sul tappeto verde qualche metro sotto lei. Sulla sua sommita è una pietra curiosa. La vista libera oltre Piave ma anche la vista istruttiva al Sasso di Toanella. Sotto noi il mondo caotico dei Nóni.
Dalla Forcella discendiamo un po' a destra per sentiero per Bivacco Tovanella (Viàz de le Ponte). Appena che è possibile lasciamo il sentiero e traversiamo in quota (qualche traccia quasi invisibile) sotto la parete Est del Sasso di Toanella. Ignoriamo il primo canalone, entriamo nel secondo, fiancheggiato alla sua sinistra con potente Dito di Toanella (dieci minuti). Saliamo per canalone evitando gli ostacoli con difficoltà massima di primo grado superiore o qualche posto brevissimo di secondo. Come otteniamo all'altezza, il canalone diviene sempre più serioso. Il lato destro è a mo' di parete. Quello opposto (sinistro) si trasforma nella forma di una costola accessibile che magari non chiusa la vista verso Diti e Castelo di Toanella. Dobbiamo tenerci a questo lato sinistro. Usciamo dal canalone anche a sinistra, inaspettabile facile in rispetto alla situazione nella quale ci troviamo (ventina metri di primo grado superiore discontinuo).
In breve, il canalone è duro, spaventoso, ma non è difficile. Non ci sono ometti, non le tracce che potrebbero autarci, siamo lasciati a noi. Possiamo passare con primo grado superiore e con uno o due posti corti (un movimento) di secondo. Nel parte superiore ci teniamo al suo lato sinistro evitando il suo invitante ma più difficile fondo. Anche allo stesso lato (sinistro) usciamo dal canalone alla cengia. Resistiamo a un canale che guida a destra verso la cengia attraverso un foro.
Alla cengia che prima traversa sopra il nostro canalone, comincia una fila di ometti, i quali ci guidano un po labirintico sempre a destra (in riferimento al canalone) per le belle cenge aperte ed esposte (ma non insidiose) nell'ambiente grandioso fino alla vetta. Incontriamo solo un posto di secondo grado (o forse primo superiore), un passo lungo sopra una non profonda spaccatura.
Come che camminiamo sul castello incantato, sulle sue muraglie vertiginose, non protetti con parapetti. Sulla torre più alta non ci aspetta la principessa (o un principe che siano tutti e tutte contenti) ma un ometto di pietra e la paura come ridiscendere.
Bibliografia: asPDZ